Stare attorno ad una tavola, chiacchierare, mangiare, mangiarsi. Per raccontare.
Amo scrivere e cucinare, entrambe le cose attingono da un patrimonio antico. Entrambe coinvolgono i sensi.
Cucinare per qualcuno significa per me "voglio che tu viva", scrivere significa "voglio condividermi".
martedì 13 novembre 2012
CHI SMETTE DI CORRERE SI RITROVA COL CULO PESANTE di Nicola Nardella
Ricordo che erano i primissimi anni '80 ed a Piscinola c'erano Luca, Patrizio ed io. Patrizio girava su una "Graziella", Luca su una bici assemblata con pezzi di cui non giurerei sulla provenienza ed io avevo una "Safari". Ora se sei nato a Piscinola ed hai il culo di avere una "Safari", due ruote ti sono di troppo e puoi percorrere interi isolati con una ruota all'aria. La faccenda tecnicamente funziona così: il particolare sediolino ad "L" consente di sbilanciare il peso sul lato posteriore, mandando in aria la parte anteriore del velocipede. Ero un bambino che aveva una gran voglia di correre. Diversi anni dopo Luca e Patrizio si vedevano sempre meno in giro. Salvatore mi parlò di una certa "canna" che aveva comprato. Io pensai che sarebbe stato bello andare a pesca. Ero fuori pista. Dunque, riepilogando, avevo qualche anno in più, una gran voglia di correre e quella roba dovette aprirmi una qualche sorta di terzo occhio. Capii d'un colpo che quella Safari non mi sarebbe valsa ad attirare l'attenzione delle ragazzine. In giro c'era chi faceva strage di cuori impennando in motorino. E poi sebbene la voglia di correre non m'avesse abbandonato, almeno come aspirazione generale, una rilassata flemma si era impadronita di me. Molti anni dopo, sia che avanzassi, sia che indietreggiassi, recuperai la mia singolare passione per la corsa sulle piste di Praga, Ventimiglia, Napoli, Genova, finanche in Palestina. Ovunque ero inseguito o inseguivo gente che si cimentava nella corsa con gli anfibi ai piedi. Se ti beccavano eri fritto. Intanto la lira era stata sostituita dall'Euro ed il governo italiano aveva preso a comprare ingenti quantità di carta filigranata europea, emettendo obbligazioni in corrispettivo. Alcuni chiamarono questa faccenda: incremento del debito pubblico ed io, ad un certo punto, avevo imprigionato il mio desiderio di correre in un aggeggio infernale chiamato "pedana". Mentre c'era chi quel debito pubblico progettava di accollarlo a me, io immaginavo che perdere qualche chilo m'avrebbe aiutato nell'ipotesi in cui avessi incontrato sul mio cammino qualche giudicessa avvenente. Immaginavo che con lei, saper impennare su una sola ruota, non avrebbe sortito alcun effetto. Poi ho scoperto che chi mette in conto la possibilità di decidere della libertà di un altro non è avvenente in alcun modo. Ora guardo l'infernale aggegio, maledetta pedana, e penso che è giunto il tempo in cui, sia che si fugga sia che si assalti, bhè bisogna ricominciare a correre in strada. Si, in strada, poichè è provocatorio fare un vertice sui contratti di "apprendistato" nella Napoli dilaniata dalla crisi. Perchè la Fornero immagina di svendere alle aziende tedesce una bella catena di montaggio sociale fatta da giovani risorse umane. Correre in strada perchè sindacati e partiti hanno il culo di gomma e perchè fintantochè corri non ti ritroverai mai il culo pesante di chi invecchia.
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