Stare attorno ad una tavola, chiacchierare, mangiare, mangiarsi. Per raccontare.
Amo scrivere e cucinare, entrambe le cose attingono da un patrimonio antico. Entrambe coinvolgono i sensi.
Cucinare per qualcuno significa per me "voglio che tu viva", scrivere significa "voglio condividermi".


mercoledì 6 febbraio 2013

IMMATERIAL WORKERS, di Nicola Nardella

Consiglio la lettura di quest'articolo, lucida visione d'insieme sulla condizione dei lavoratori immateriali, che ha destato il mio interesse. Sebbene l'articolo scivoli in maniera molto veloce sui meccanismi di produzione-liquidazione del lavoratore, è molto chiaro quanto, dal punto  di vista meramente legale, il suddetto lavoratore non sia tutelato da nessuna norma specifica, assicurazione o copertura. Ed è dunque immateriale anche la sua figura, uno spettro che si aggira tra uffici alla last minute outlet, dietro pc che durano al massimo due anni e lo smantellamento di qualsiasi  garanzia sociale. Ma la parentesi su una lettura del termine immaterial è necessaria ad una classificazione tra lavoratori che producono beni materiali e quelli che, per l'appunto, producono beni immateriali. Le aziende di servizi, come quelle di telefonia, di Help Desk o assistenza, di Back Office ecc. hanno un singolare modo di quantificare il lavoro, ossia per lo più applicano una quantificazione del tempo del lavoro che è aderente a quella del lavoro che produce beni materiali. Questa vetusta visione della materia lavorata è ancorata ad una ideologia ottocentesca che nessuno ha mai cambiato o voluto cambiare. Si ravvisa una flebile volontà di cambiamento con l'applicazione di contratti flessibili, altrimenti detti precari, che in sostanza non hanno modificato l'idea di fondo del lavoro come rapporto tra la  natura e l'uomo, dunque ancora legati ad una visione del mondo non attuale. La materia naturale lavorata è un prodotto che non ha niente a che fare con il citato recall dell'articolo. 
Un esempio è quello di un lavoratore di call centre che, ottenuto uno schifosissimo contratto flessibile-precario-a termine-a chiamata-a progetto-di apprendistato-interinale viene messo davanti a un pc a fare chiamate verso gente incazzata-satura-stralunata-arrabbiata-nervosa-acida e, il più delle volte, il suo lavoro non sarà quantificato in base al servizio che sta rendendo all'azienda, bensì a "pezzi venduti", cioè viene pagato "a pezzo" che fa guadagnare all'azienda (sempre che questo pezzo sia realmente venduto anche dopo un eventuale reso-ko-ripensamento del cliente- un problema amministrativo-una  disdetta da parte dell'amante cornuto della moglie che non ha chiesto al figlio se poteva acquistare-cambiare-ordinare il bene). Per fare un paragone: è come se il postino venisse pagato solo ed esclusivamente per le lettere lette dal destinatario e non per quelle recapitate-tornate indietro al mittente-con indirizzo sbagliato-che il destinatario non apre-con il francobollo non adeguato. Come se il postino non avesse fatto la sua giornata di lavoro, come se non avesse impegnato del tempo, sacrificandolo alla sua vita.
Fatta questa parentesi un pò grossolana, vi auguro buona lettura! enjoy IMMATERIAL WORKERS di Nicola Nardella.



domenica 20 gennaio 2013

RIDI RIDI, CHE MAMMA HA FATTO GLI GNOCCHI!


Di solito la domenica cucino sempre qualcosa di particolare, al bando il calcolo delle calorie e i buoni propositi di fare la dieta!
Oggi ho cucinato gli GNOCCHI DI ZUCCA, ho letto la ricetta su una rivista e me ne sono innamorata!
Questo è un piatto tipicamente lombardo, la ricetta che propongo è stata modificata da me sulla base di quella mantovana, quindi è leggermente diversa da quella della rivista, dunque nessun mantovano la denigri!
Nella ricetta originale gli gnocchi vengono conditi con un sugo di burro e salvia, che a me personalmente non piace, ero indecisa se fare un sugo bianco con il formaggio o un sugo di pomodoro, alla finr ho optato per il secondo.


INGREDIENTI

700g di zucca
350 g di patate
250 g di farina bianca "00"
2 cucchiai di parmigiano
1 uovo
noce moscata
sale pepe


PREPARAZIONE

Ho lessato le patate con tutta la buccia, le ho pelate e schiacciate con lo schiacciapatate ancora calde (se si raffreddano si induriscono troppo ed è difficile schiacciarle), le patate cuociono in circa 20 minuti, per sapere se sono cotte basta infilarci una forchetta o uno stuzzicadenti. Ho tagliato la zucca a fettine sottili e l'ho cotta al microonde ad 800° per 15 minuti, la zucca deve risultare bella morbida, ho scartato l'opzione del forno tradizionale perchè il microonde disidrata maggiormente.
Ho poi passato la zucca al frullatore, la si potrebbe anche schiacciare con lo schiacciapatate, ma ci vuole la forza di Hulk. Ho unito alle due puree la farina, il parmigiano, l'uovo, la noce moscata, il sale e il pepe. Ho impastato finchè il composto non è risultato liscio e omogeneo. Se l'impasto risulta troppo morbido potete aggiungere altra farina. Su una spianatoia infarinata ho formato con l'impasto dei lunghi cilindri e li ho tagliati a tocchetti di un centimetro. Ho fatto scorrere i tocchetti di pasta col dito. 
Quando tutti i tocchetti sono pronti li ho tuffati in acqua salata, sono cotti quando iniziano a galleggiare sul pelo dell'acqua.
Li ho conditi con un sugo semplice, si possono condire anche con burro e salvia (come nella ricetta originale) o con il ragù o com vi pare... sono buonissimi!